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Terrore, sesso, omicidi e ladrocini nelle fiabe.

 

Passione e curiosità.

Da mamma, tata e scrittrice per bambini, ho da sempre letto, raccontato e inventato favole e fiabe per i miei piccoli, e mi sono spesso chiesta il perché di tutti quei contenuti che sembrano così poco adatti all’infanzia.

Così un bel giorno mi sono messa a fare una ricerca approfondita (ora con internet è tutto più semplice) e ho scoperto che le radici di tutta quella violenza sono profonde quanto il mare e arrivano dagli albori dell’umanità, quando la maggior parte della popolazione era analfabeta e l’unica cultura che conosceva era quella orale e non esistevano asili o altri luoghi per intrattenere i bambini.

Ma allora…

Perché inserire tutto quel terrore?

Semplice:

  1. Perché, tanto per cominciare, in origine non erano state inventate per i piccoli, ma per intrattenere la gente di corte o gli uomini e le donne dopo le infinite giornate nei campi.
  2. Perché non servivano a divertire ma a educare, a dare informazioni utili alla vita di tutti i giorni, in un periodo storico dove, se non te la sapevi cavare, ci voleva un attimo a fare una brutta fine.

Ecco afferrato, in poche parole, il perché di tutti i contenuti orripilanti che sono raccontati dagli autori, almeno fino alla metà del XX secolo. Semplicemente perché avevano la multipla utilità di spiegare come affrontare un rapimento, un incontro con una belva feroce o una persona malvagia, di far conoscere terre lontane, le leggi, gli ideali e i valori della società, di spiegare la vita, la morte e i sentimenti, primo fra tutti la paura.

E ora che succede?

Nel XX sec. abbiamo visto un completo percorso di sottrazione di tutte queste utilità perché la famiglia è stata progressivamente divisa e violentata da una società spietata che la vuole solo come soggetto che spende e consuma.

I nonni sono diventati scomodi, quando prima erano i preziosi custodi della saggezza generazionale, che rispondevano alle domande di grandi e piccini, riducendoli a noiosi rompiscatole da allontanare e isolare.

I genitori sono stati costretti a stare entrambi lontani da casa per lavori sempre meno gratificanti e redditizi, talmente tanto stanchi e frustrati che, al ritorno a casa, spesso riuscivano a mala pena a gestire le incombenze domestiche, e schiaffare i pargoli davanti un dvd, con contenuti tranquilli e sicuri, era senz’altro più semplice che dover leggere e spiegare il testo di un libro.

Il pericolo maggiore è che certi temi, se non affrontati nelle età giuste, magari anche con ripetizioni in base all’età, poi rimangono irrisolti ed escono fuori quando meno ce lo aspettiamo con stress e problemi psicologici, così tanto più evidenti nelle ultime generazioni.

Come porre rimedio?

Negli ultimi decenni, per fortuna, c’è stata una parziale riscoperta di certi testi, anche grazie a edizioni parzialmente rivisitate che hanno modificato solo alcune parole e le scene più cruente, ma non il contenuto, rimandando le versioni integrali a età maggiori. Grazie a questi, ai nuovi autori, che spiegano certi argomenti in modo soft rispetto a quei tempi, e a una sempre crescente attenzione per l’anima dei nostri piccoli, oltre che per il corpo, si sta cercando di porre rimedio ai vuoti creati dall’impoverimento di contenuti delle fiabe, anche se sembra non essere sufficiente, visto il crescente numero di suicidi infantili.

Per questo motivo, per quanto difficile, non mi stancherò mai di affermare che i bambini non sono mai troppo piccoli per conoscere la vita, con tutte le cose belle e brutte che essa comporta.

Quello che deve essere trattato con molta attenzione, e diverso in base all’età è il linguaggio, che deve crescere di complessità e particolari in base alla maturità spirituale del fanciullo.

Conosco molto bene, da mamma e educatrice, quanto tutto ciò non sia semplice né veloce, ma credetemi che tutte le fatiche vengono ripagate col tempo leggendo nelle parole e negli occhi dei vostri piccoli quelle piccole conquiste quotidiane che li porterà a essere adulti saggi, equilibrati e capaci di gestire gli stress di una società così difficile.

Del resto, crescere è l’avventura più spaventosa, difficile e meravigliosa che ci sia, che ci mette un attimo a diventare un incubo, ma che può diventare fantasmagorica se affrontata con gli strumenti giusti.

 

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