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L’acquamarina

 

Questa pietra, che dal latino vuol dire letteralmente “acqua del mare”, è una delle pietre più apprezzate fin dall’antichità, sia dal punto di vista estetico che per le sue molte proprietà.

Il suo nome è stato usato per la prima volta nel rinascimento, mentre prima era conosciuta come berillio blu.

Classificazione

A livello fisico fa parte della famiglia dei berilli, dalla formula Be3Al2(Si6O18), che appartengono alla classe dei silicati. Formano cristalli dalla forma esagonale spesso con striature nella lunghezza del cristallo.

In natura può raggiungere cristalli molto grandi, fino a 150 cm di altezza e un diametro di 15/20 cm. Può assumere colorazioni diverse, a seconda della percentuale di presenza di alcuni elementi come il ferro.

I giacimenti più apprezzati si trovano in Brasile, ma se ne possono trovare in molte parti del mondo come in Madagascar, Russia, India, Sri Lanca, Colombia, Zambia, Namibia, e Madagascar.

In Italia può essere trovata sull’Isola d’Elba e in val Codera (Sondrio). Le gemme sono di un azzurro molto chiaro e presentano diverse spaccature.

Nella stessa famiglia di minerali possiamo trovare lo smeraldo, l’eliodoro, la morganite e il berillio rosso.

Valore €

Dai 10 carati in sù, una pietra può costare in media tra i 110 e i 150 € a carato, a seconda della qualità che varia prendendo in considerazione il colore, la lucentezza, la trasparenza, le striature e altri aspetti fisici.

Come riconoscere se è autentica

I gemmologi, quando valutano una pietra, prendono in considerazione molti aspetti fisici per identificarla e capire se è vera, naturale o artificiale, o se è addirittura totalmente falsa come può esserlo una di un materiale diverso.

Per quanto riguarda l’acquamarina valutano il peso, la durezza, la lucentezza, il colore, la trasparenza, la temperatura e la presenza di striature e inclusioni.

Usi

Come gioiello, essendo una pietra molto dura, ha un uso molto variegato. Avendo poi, anche un colore particolarmente apprezzato, è stata da sempre usata per arricchire ogni tipo di ornamento, dagli anelli alle collane, dalle corone ai bracciali.

In cristallo terapia viene usata sia a livello fisico che a quello mentale e spirituale.

Per il nostro corpo, viene utilizzata per contrastare la ritenzione dei liquidi, l’anemia, i problemi delle vie respiratorie, ai denti e alle gengive, le infezioni cutanee, per alleviare i sintomi delle allergie e riequilibrare gli ormoni soprattutto nei periodi di crescita.

Per la mente, invece, si usa per alleviare dolori emotivi, rabbia, stress e problemi del passato. Aiuta a gestire le emozioni, a superare la timidezza e acquisire autostima e sicurezza. Dona equilibrio a tutti i livelli, sia mentale che fisico e spirituale. Aiuta la creatività e la positività.

A livello spirituale, inoltre, è considerata la pietra per eccellenza dell’introspezione e della guarigione. Aiuta nella crescita personale, nello sviluppo di sentimenti genuini come empatia, altruismo, sensibilità, generosità, tolleranza e nella comunicazione con il proprio sé divino.

Miti e leggende

Per i Romani era la pietra del Dio Nettuno, usata dai marinai per placare maremoti e tempeste, favorire la pesca, imparare a nuotare e prevenire l’annegamento.

Un’antica leggenda racconta che l’acquamarina si originasse dalle lacrime delle sirene, che le ripongono in scrigni affidati alle onde del mare per esser trasportate fino alle spiagge come dono ai marinai.

In Pakistan si crede che sia la pietra delle fate e che per prenderla si debba chiedere loro il permesso con riti sciamanici.

Un’altra credenza popolare dice che aiuti la felicità, la fedeltà e l’amore all’interno di una coppia.

Qualcuno ancora, racconta che sia la pietra dell’eterna giovinezza.

Per quanto mi riguarda è stata la mia passione fin da quando ero una bimba, ben prima che ne conoscessi le tantissime proprietà.

A Voi piace?

Qual è la vostra pietra preferita?

Avete altre domande in merito?

Se volete dire la vostra, farmi una domanda o raccontarmi qualcosa, lasciate un commento. Vi risponderò il prima possibile.

3 commenti su “L’acquamarina”

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