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La pulizia energetica

La pulizia energetica è una pratica che sta ritrovando le dovute attenzioni nella nostra vita, anche grazie al risveglio coscienziale degli ultimi anni. Esistono diversi metodi per attuarla, ma purtroppo spesso si fa ancora confusione e per questo, prima di parlarvi di questa tradizione, vorrei fare un paio di considerazioni.

  1. Nell’era dove si cerca sempre il nemico brutto e cattivo cui dare la responsabilità delle nostre disgrazie, ci si lascia ammaliare dalle continue divisioni in ogni campo della vita, facendoci credere di aver ragione sempre e comunque, alimentando il nostro ego, ormai spropositato. Su questa linea di pensiero s’inserisce anche la credenza che la pulizia energetica si possa scindere da altri tipi d’igiene, come quella fisica e ambientale (definendo come ambiente tutto il mondo che ci circonda, fatto di cose e persone).

  2. Per questo, esorto, mentre ci si approccia a queste pratiche, di lavorare anche sugli altri aspetti della pulizia personale, dedicandosi con altrettanta passione nell’igiene della casa, nell’eliminazione degli oggetti rotti o inutili, o che non usiamo più da anni, e nell’allontanare, per quanto possibile, le persone per noi tossiche.

  3. È importante riprenderci la responsabilità della nostra vita, attuando tutti i cambiamenti necessari a ristabilire gli equilibri che portano al benessere fisico e mentale.

  4. Altra cosa da precisare è che, pulire energeticamente un ambiente, non è una bacchetta magica con cui si eliminano tutti i problemi, ma una delle pratiche che va ripetuta e che, nella maggior parte dei casi non è sufficiente se non si lavora agli aspetti descritti nel primo punto, anche se di certo aiuta, per quanto momentaneamente.

Detto ciò passiamo a come si preparano gli smudge, che, come ho già accennato, è solo uno dei metodi per pulire a livello energetico gli ambienti che frequentiamo, come la casa e il luogo di lavoro o di svago. Premetto che quello illustrato è, anche questo, solo uno dei metodi per farli (nel web ne ho letti altri), ma è la maniera con cui ho confidenza ormai da anni, con molte verifiche positive mie e da parte di chi l’ho consigliato.

La scelta delle erbette

Per quanto riguarda, invece, la scelta delle piantine da usare, qui di seguito vi metto una lista, che ne comprende alcune tra le più usate, ma potete lasciarvi guidare dall’istinto, che non sbaglia mai, stando solo attenti alla tossicità di alcuni vegetali. Praticamente tutte le aromatiche vanno benissimo e vi consiglio di usare piante autoctone, più adatte alla nostra energia, senza andare a disturbare quelle esotiche che spesso sono anche maltrattate durante l’importazione.

  • Salvia (tutte le varietà, non per forza quella bianca): purifica l’energia negativa, allontana gli incubi. Oltre a proteggere dagli influssi malefici assicura anche buona salute.

  • Artemisia tridentata: tratta le ferite, le emicranie e i raffreddori, difende anche dalla sfortuna e dagli spiriti maligni.

  • Foglie di cedro: sono famose per purificare l’ambiente ma anche la persona.

  • Abete (anche il pino, che in questo caso ha proprietà simili): purifica. In Asia è considerato un albero simbolo del cosmo. La sua cenere ha proprietà propiziatorie.

  • Stevia: guarisce, purifica e porta energia positiva.

  • Artemisia: purifica e calma la mente. Difende dagli spiriti malvagi e dalla sfortuna. Usatela per proteggere la casa e le persone che amate.

  • Ginepro: per molto tempo è stata tradizione bruciare un ramo di ginepro nella notte di Natale e di San Silvestro. Veniva usato per purificare l’aria. Allontana il pericolo, la malattia e la sfortuna.

  • Basilico: si dice che il basilico allontana i problemi economici. Protegge e attira la prosperità.

  • Rosmarino: è simbolo d’immortalità. Dona gioia e coraggio. Purifica l’ambiente e allontana gli spiriti maligni. Si credeva che potesse proteggere le persone dalle maledizioni.

  • Lavanda: era la pianta sacra alle vestali. Veniva usata per togliere il malocchio, attirare fecondità e prosperità.

  • Verbasco: purifica le stanze degli ammalati e guarisce/migliora le funzioni respiratorie.

  • Rosa: aiutano la meditazione, calmano la mente e attraggono l’amore.

  • Menta piperita: guarisce protegge.

  • Achillea Millefoglie: elimina le tossine presenti nel corpo.

  • Melissa officinale: purifica lo spirito, calma la mente.

 

La raccolta

Per chi non lo sapesse, gli smudge sono mazzetti di erbe altrimenti, chiamati anche incensi degli sciamani. La tradizione vuole che vadano raccolte in luna crescente, al mattino presto, periodo in cui le piante hanno la massima concentrazione di sostanze benefiche nella parte verde.

Mentre prendete foglioline o rametti, con maggior delicatezza possibile e rispetto, parlate alle piante spiegando il motivo per cui lo state facendo. Potrebbe sembrare una stupidaggine, ma perfino diversi studi scientifici sembrano confermare che i vegetali comprendano in qualche modo le nostre intenzioni e ritirino la linfa nelle zone del prelievo, sentendo meno dolore. In questo modo massimizzerete anche l’intento, comunicando all’universo il vostro scopo. Questo non vuol dire che dovete parlare ad alta voce e ripetere a ogni fogliolina che la state per raccogliere, ma, essendo la comunicazione tra vegetali sempre molto attiva, basterà dirlo appena arrivate nel luogo in cui si trovano.

Sarebbe opportuno anche fare offerte. Gli spiriti dei vegetali gradiscono molto la farina di mais (tipo quella per polenta gialla), i liquori fruttati (meglio se artigianali), i semi o i grani dei cereali, ma potete anche affidarvi al vostro istinto, purché sia fatto con giusto atteggiamento. Sarebbe opportuno che riacquistassimo la calma, la pace, ma soprattutto la sacralità di certi gesti.

Raccoglietene solo la quantità sufficiente a ciò che vi serve, evitando di rovinare o danneggiare il resto delle piantine o gli altri vegetali.

Vanno raccolti tipi di foglie o fiori in numero dispari, cioè 3, 5, 7 e così via. Ad esempio lavanda, finocchio e salvia, oppure alloro, malva, rosmarino, mentuccia e pino. Questo perché un’antica tradizione attribuisce i numeri dispari ai vivi e quelli pari ai morti (avete mai fatto caso, per esempio, al fioraio quando fa i mazzi dei fiori?).

La legatura

Una volta raccolte le erbette, ringraziate e le portate in casa o in luogo in cui siete tranquilli. Le dividete in mazzetti, le legate con filo o spago di cotone al 100%, e le mettete ad asciugare in luogo fresco e asciutto per almeno due settimane, se non li avete fatti troppo grandi (non è indispensabile che i mazzetti siano perfettamente secchi per usarli).

Personalmente consiglio di farli il più possibile piccini, così da consumarne completamente uno a fumigazione, e di non stringere troppo il cordoncino, in modo da scoraggiare la formazione di muffe.

Come fare la fumigazione.

Una volta pronti gli smudge, in luna calante (ma se ne sentite il bisogno fatelo ogni volta che volete), vi scegliete un momento in cui siete tranquilli. È preferibile, ma non indispensabile, farlo la mattina presto.

Con le finestre chiuse accendete il vostro mazzetto di erbe (procuratevi qualcosa da tenere sotto per evitare che la caduta di cenere sporchi il pavimento, come un posacenere o il coperchio di un barattolo), spegnete la fiamma soffiandoci sopra con delicatezza e iniziate a fumigare la casa stanza per stanza, seguendo le pareti in senso orario e recitando un intento di protezione. Insistete soprattutto sulle finestre, sulle porte, sugli angoli e nei punti o luoghi, dove ne sentite maggior bisogno.

Personalmente, di solito recito una cosa tipo questa, che potete modificare in base al vostro sentire:

Solo pace, luce e amore possono restare in questa casa (luogo di lavoro, ecc.). Ordino a tutte le entità negative, le energie negative e a qualsiasi cosa di negativo, di lasciare questa dimora e non farvi più ritorno.

Una volta finito, aprite le finestre e fate cambiare aria a tutti gli ambienti. Se il mazzetto non è bruciato completamente potete fare altri giri o lasciarlo finire di ardere in modo autonomo, per poi gettare la cenere in acqua corrente, che sia essa un fiume, un ruscello o, per assurdo, il wc.

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