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Il lupo non è cattivo e l’erba lupo

Benvenuti a Radio Creamy con la quarta puntata della rubrica “erbe, strane storie e benessere”, in cui vi parlerò di favole, di magia della vita e dell’amore verso questo meraviglioso pianeta.

Io sono Gina Marcantonini, tata, sognatrice e scrittrice di libri per bambini, oggi vi leggerò la mia favola “Il lupo non è cattivo” per poi collegarla con l’erba “Bocca di lupo” dalle molteplici proprietà benefiche.

 

Quando nacque non sembrava una bambina, ma una statuetta plasmata da mani magiche, tale era la sua bellezza. Tutto di lei ricordava l’immagine di una dea: i suoi occhi profondi e scuri, la sua pelle bianca come l’avorio, i suoi capelli con tanti riccioli biondi.

La madre non ebbe dubbi appena la vide: «La chiamerò Creta».

La sua famiglia abitava nelle vicinanze di un piccolo paese di montagna, alla fine di un tortuoso sentiero, che costeggiava il bosco.

Fin dalla prima infanzia, Creta aveva dato sfogo al suo grande amore per la vita, la natura, e tutti i piccoli esseri viventi che ne facevano parte. Le piaceva portarseli a casa e prendersene cura: iniziò con coccinelle, rane, topolini e gattini, poi continuò con cagnolini e piccoli serpenti.

Un giorno portò alla mamma perfino un cucciolo d’orso, convinta che fosse un cagnolino abbandonato. A quel punto il veterinario del paese, cugino di suo padre, capì che era ora di spiegare alla bambina la differenza tra animali domestici e selvatici.

Prese il libro degli animali, e uno a uno li mostrò alla bimba, e per ognuno le spiegò abitudini e pericolosità. Creta aveva preso l’abitudine di andare a trovare lo zio veterinario regolarmente e, nelle ore di visita, lo aiutava come una piccola infermiera.

Iniziò in questo modo a osservare gli animali con occhi diversi: non li considerava più solo dei compagni di gioco, le piaceva soprattutto guardare come si comportavano con i propri simili, come comunicavano, e come giocavano.

Col tempo aveva iniziato a prendere appunti. All’inizio studiò per ore le galline e il modo in cui si avvicinavano al cibo: aveva notato che anche tra loro, come tra molti altri mammiferi, c’era una gerarchia: la gallina con il collo nero era il “capo” del suo pollaio e mangiava per prima. Poi aveva spostato la sua attenzione sui cani, sui gatti e su altri animali domestici.

Un giorno Creta scoprì che nel bosco poco dietro casa viveva una coppia di scoiattoli, e si era messa a osservarli mentre si muovevano tra i rami degli alberi, grazie al binocolo che le aveva regalato suo padre per il suo decimo compleanno.

Presto capì che così poteva osservare qualunque animale fosse di passaggio o abitasse nei dintorni, direttamente dal balcone della sua camera, che si affacciava sul retro della casa.

Fu proprio mentre osservava gli abitanti del bosco, che vide un cagnolino tutto nero rincorrere il suo gatto Cecio. Senza pensarci neanche un momento, andò in suo aiuto. Cecio, nel frattempo si era rifugiato su un albero e miagolava impaurito.

Quando Creta arrivò e lo scacciò via, il cucciolo, invece di fuggire, si mise a guardarla con interesse. Dopo un po’ si girò e si allontanò nel bosco.

La ragazza, senza neanche accorgersene, lo seguì. Sembrava che il cucciolo ne fosse compiaciuto perché ogni tanto si girava a guardarla. Così camminò fino a che non sparì dietro una collinetta.

A quel punto si avvicinò con cautela e vide un lupo che guaiva e leccava il piccolo. Capì che quella era sua madre, ma non riusciva in capire perché si lamentasse a quel modo e non si muovesse di lì.

All’improvviso scorse qualcosa che luccicava a terra, prese il binocolo e vide una tagliola.

La bambina corse più velocemente che poté e chiamò suo zio. Quando ritornarono sul posto, la lupa aveva già iniziato a rosicchiarsi la zampa per liberarsi. Creta e lo zio veterinario l’addormentarono e la curarono.

Da allora, anche se aveva promesso di non farlo più, andò spesso nel bosco a osservare il branco. Ormai si erano abituati al suo odore, e avevano capito che non era un pericolo.

Crescendo, Creta, si laureò in biologia e, come tesi, portò la sua stupenda esperienza con i lupi.

Il cucciolo, che ormai era adulto, tornava talvolta a trovarla, ma non arrivava mai fino alla casa: si fermava sempre nella stessa radura al di là del bosco e la chiamava.

Può sembrare strano, ma faceva sempre la stessa sequenza di ululati, tre brevi e uno lungo. Quando ciò accadeva, Creta capiva e andava dall’animale. Qualche volta correva a perdifiato per paura che non la aspettasse, ma al suo arrivo lui era sempre là ad attenderla.

Quando la vedeva, scodinzolava dalla contentezza, guaiva dolcemente e iniziava a fare una serie di saltelli e giravolte su sé stesso. Creta la chiamava la danza della felicità.

I loro incontri, al contrario di quanto si potesse credere, non erano mai fisici, ma fatti di sguardi e suoni. Creta, a volte raccontava al cucciolo con voce tranquilla alcuni fatti della sua vita. Il lupo allora le si accucciava accanto, con lo sguardo fisso su di lei, fin quando aveva finito, come se potesse capirla.

Dopo la laurea, Creta divenne Guardia Forestale, e si comprò una casetta in una zona isolata della montagna, così il lupo poteva avvicinarsi di più, e insieme all’animale, anche gli altri del suo branco. Ciò le permise di continuare le osservazioni sul loro comportamento, e demolire finalmente, l’immagine del “lupo cattivo” fondata su errate credenze.

Questo accadde molto tempo fa, ma noi siamo convinti che sia ancora lì, perché quando si nasce per stare con la natura, ci si rimane per sempre.

…..

 

Se vi è piaciuta questa favola, potete trovare le altre nel mio libro Fiabe Sonnacchiose, ma prima voglio svelarvi alcuni segreti nascosti tra queste righe.

Sapete ad esempio che la bimba descritta avrei tanto voluto essere io? Fin da piccola sono sempre stata molto attratta dal fiero animale e dai suoi occhi, che sembrano leggere l’infinito, anche se ancora, nonostante gli anni avanzino, non ne ho capito il vero motivo. Per questo è l’animale vivente che preferisco, tanto usato come brutto esempio di cattiveria nei nostri proverbi e modi di dire, quanto nobile nello spirito. La comunità dei lupi è, infatti, una grande famiglia dove vige il rispetto e l’amore di tutti i membri e per la vita stessa anche delle prede. Loro non uccidono mai più di quanto è indispensabile al branco, perché sanno molto bene che, se le prede sparissero, a rimetterci sarebbero tutti, loro compresi.

Detto ciò, ora voglio raccontarvi che esiste in natura un’erba chiamata “Bocca di lupo”, erba lupa o falsa melissa, della quale è simile solo per l’odore di limone. Se deciderete di farvi una passeggiata in una valle di pianura o collina, in Italia, potreste incontrarla un po’ ovunque vicino ai corsi d’acqua, ma è presente in tutta Europa e in altre parti del mondo.

Appartiene alla famiglia delle lamiaceae, e si distingue per i tipici grandi fiori bianchi, divisi in 4 petali di cui uno che punta verso l’alto e il centrale dei tre che puntano verso il basso di color rosa puntinato che lo fa assomigliare ad una lingua, particolare da cui credo derivi il nome.

Nei tempi molto antichi quest’erba non era sconosciuta e venne citata per la prima volta nei libri di medicina solo nel 1500. Da allora la farmacopea popolare le ha riconosciuto diverse proprietà benefiche, per questo veniva usata come antisettico, diuretico e sedativo.

Consiglio di fare particolare attenzione quando raccoglierete questa preziosa erbetta, perché molto cara alle nostre amate api che, in cambio dell’impollinazione, ricevono del dolce nettare. Quindi, dopo averla identificata con certezza, raccoglietene solo la quantità che vi occorre, poi ringraziatela e lasciate il resto agli altri abitanti di questo strabiliante pianeta che noi dovremmo ricordare di chiamare più spesso CASA.

 

Con questo, vi ringrazio di avermi letto e, se avete voglia di ascoltare la mia voce, cliccate su questo link. https://anchor.fm/il-mondo-di-crimy-art/episodes/Incontro-e18ma1b

Se, invece, volete dare uno sguardo al mio libro potete farlo qui  https://www.amazon.it/s?k=fiabe+sonnacchiose+di+gina+marcantonini&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3K7YX8MXXDQQW&sprefix=fiabe+sonnachio%2Caps%2C167&ref=nb_sb_ss_sc_1_15

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