Vai al contenuto
Home » il cavaliere alato e il tarassaco

il cavaliere alato e il tarassaco

Benvenuti a Radio Crimy con la sesta puntata della rubrica “erbe, strane storie e benessere”, in cui vi parlerò di favole, di magia della vita e dell’amore verso questo meraviglioso pianeta.

Io sono Gina Marcantonini, tata, sognatrice e scrittrice di libri per bambini, oggi vi leggerò la mia favola “Il cavaliere alato” per poi collegarla con il Tarassaco, erba meravigliosa dalle meravigliose proprietà ed usi.

…….

Un’antica leggenda narra di un mondo senza tempo, in cui ogni creatura, di qualsiasi specie e dimensione, viveva con serenità secondo le leggi di Madre Natura.

Tutto seguiva il suo corso in un armonico fluire di vite, come regolate dagli accordi di una musica celestiale.

Purtroppo, però, arrivarono tempi bui anche per questo paradiso.

La calamità che si abbatté sui pacifici abitanti di questo mondo paradisiaco, era un animale convinto di essere il più intelligente, il più bello, il più veloce: superiore a tutto e tutti. Arrivò addirittura ad autoproclamarsi “Umano”.

Solo qualcuno si riteneva migliore di lui.

Tale autorità era chiamata con molti nomi, ma, nonostante si dicesse che volesse pace e giustizia e avesse ferree leggi, non fermava questo animale dall’usare le sue capacità contro ogni vita e ogni oggetto, contro perfino i suoi stessi simili e il pianeta, che lo ospitava.

Solo i cuccioli di questo essere erano immuni, fino a una certa età, dal senso di superiorità e dallo spropositato egocentrismo che attanagliava questa specie.

Sfortunatamente, come ogni malattia, Madre Natura ritenne giusto che anche costoro rimanessero liberi di evolversi.

Venne però convocato un principe guardiano per salvaguardare almeno i sogni dei più piccoli.

La sua chiamata non fu improvvisa. Si vociferava, infatti, già da un po’, che dovesse esser fatto qualcosa per proteggere quelle anime innocenti, con la speranza che crescendo, non tutti cadessero nella rete di condizionamenti da parte degli adulti, che li spingevano verso comportamenti ripetitivi e comuni a quasi tutta la specie. Sarebbe bastata che anche solo una ogni mille, di queste anime pure, da adulta avesse ricordato i suoi sogni di bimbo, per poter salvare l’intero pianeta.

Con amore, riverenza e fierezza si presentò al cospetto di Madre Natura un candido Cavaliere Alato: aveva un corpo muscoloso e occhi che sapevano d’infinito.

Bastò un solo sguardo e lui capì il suo compito, così si mise subito all’opera: viaggiando tra un sogno e l’altro, scacciando incubi e dipingendo dei colori dell’arcobaleno il sonno dei piccini.

Ben presto, s’iniziò a parlare di quest’essere senza che quasi nessun adulto credesse davvero nella sua effettiva esistenza. Non fa nulla. Il nostro cavaliere sta facendo un miracolo nelle menti della spietata specie: ha istillato la Speranza. Presto, molto presto, da malattia si evolverà in qualcos’altro e magari riuscirà anche a scoprire di vivere in un Paradiso. Pensò Madre Natura.

……..

Questo raccontino, come gli altri della raccolta “Fiabe sonnacchiose” che potete trovare su Amazon, è nata in una sera in cui stavo progettando una delle mie nove lampade fatte con plastica riciclata, in cui pensavo al faccino sereno dei bimbi che si lasciano ammaliare dalle righe di una fiaba, mentre ne osservano le sagome sulle pareti della loro cameretta.

Vi è piaciuta questa storia? Avete capito di quale specie si parla nel racconto?

Vi svelo un indizio: è l’unica che si sente padrona del pianeta soltanto perché lo abita. Non è come se le formiche rivendicassero la proprietà della montagna solamente perché la superficie pullula di loro nidi?

 

Come le favole e le fiabe possono adattarsi ad ogni occasione, ora passiamo al secondo protagonista, il tarassaco, anche lui duttile e utile ai più svariati usi. Dalla cucina alla salute, dalla bellezza alla creatività e alla fantasia, infatti, questa dolcissima pianta è uno dei regali più belli dei nostri prati. Il suo nome deriva dal greco e significa “rimedio agli squilibri”.

Chiamato nelle varie regioni italiche anche dente di leone, dente di cane, soffione, nonnino, cicoria selvatica, cicoria asinina, grugno di porco, ingrassaporci, brusaoci, pisciacane, lappa, missinina, piscialletto, girasole dei prati, ne esistono tante varietà contraddistinte dalla tipica foglia a forma di lancia dentata e dal capolino giallo fiorito formato da centinaia di minuscoli fiori che decorano di puntini dorati i nostri prati primaverili. È divertente notare come già dal nome popolare si possono ipotizzare alcune sue proprietà.

Una volta maturati, i fiori porteranno alla formazione degli amati soffioni che fanno ancora sognare grandi e piccini. Quante volte, infatti, abbiamo soffiato sulla candida peluria affidando i nostri sogni ai fatati ciuffetti fluttuanti? Vi confesso che, seppur non sia più una bambina, io lo faccio ancora ogni volta mi sento ispirata.

È una pianta molto amata dalle api e per questo vi invito a non farne strage quando vi accingete alla raccolta, facendo anche attenzione all’identificazione, perché spesso confusa dagli inesperti con altre piante di aspetto simile. Per la raccolta si consiglia soprattutto la primavera per i fiori, ma le foglie si raccolgono fino all’autunno.

 

Per quanto riguarda il nostro palato, in cucina il tarassaco può essere usato in tantissimi modi, essendo privo del tutto di tossine. Crudo, da solo o magari mescolato ad altre meravigliose erbette, le morbide foglioline primaverili si possono mangiare in insalata, magari saziando lo sguardo con il colore dei fiori. Cotto, raccolto anche fino al tardo autunno, si può usare per arricchire frittate, sughi, risotti e ripieni. I fiori poi sono usati ancora chiusi per farne capperi, sott’aceti o messi sott’olio. Una volta sbocciati, si possono mettere in pastella e fritti, si possono ripassare in padella con il guanciale o ci si può fare uno stupendo sciroppo, chiamato anche miele di tarassaco. Dalle radici, una volta tostate, poi si ricava un surrogato del caffè che ne mantiene gusto e proprietà digestive simili all’originale.

 

Passando alle cure naturali questa pianta amica si può assumere tramite tisana fatta con le foglie essiccate, sia che vengano prese in erboristeria o raccolte personalmente in luoghi poco inquinati.

È diuretica, aiutando a combattere la ritenzione idrica e lievi infiammazioni urinarie. È digestiva e depurativa, favorendo la flora batterica intestinale, aiutando nei problemi di stitichezza e contribuendo a smaltire le tossine. Aiuta nei problemi di inappetenza. È un valido aiutante anche nelle anemie lievi, i cui componenti sono assorbiti meglio in presenza di vitamina C.

Per l’uso medico, consiglio comunque di consigliare uno specialista, perché potrebbe dare problemi di allergie o interferire con alcuni farmaci.

Ora, dopo avervi raccontato tutte queste belle cosine, non potevo fare a meno di seguire la mia curiosità terminando questa puntata con una ricerca sulle antiche leggende legate a questo spettacolo della natura.

Avete mai notato che i fiori di tarassaco si aprono all’alba e si chiudono al tramonto? In una leggenda si narra che questo succede perché è nato dalla polvere sollevata dal carro di Elio, divinità del sole in Grecia. Sempre nella mitologia greca, si narra che Teseo si sia nutrito per un intero mese solo di questa erbetta e che poi sia riuscito a sconfiggere il minotauro. La mia preferita è però una leggenda irlandese che narra di quando l’uomo non era giunto ancora sulla Terra e il pianeta era abitato solo da esseri elementali come fate, gnomi e folletti. Il tarassaco esisteva già e, quando comparve, decisero di nascondersi nei soffioni esaudendo i desideri di chi li aiuta nella sua propagazione.

Se vi è piaciuta questa puntata, lasciate un commento, iscrivetevi alla newsletter ma, soprattutto continuate a seguire Radio Crimy!

P.s. questo è il link per ascoltare la mia voce.

https://anchor.fm/il-mondo-di-crimy-art

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

it_ITItalian